Roma in autobus – terzo episodio

Roma in autobus – terzo episodio

L’area sacra di Torre Argentina

Bentornati amici viaggiatori. Ci eravamo lasciati quasi arrivati a largo di Torre Argentina, ma le cose da vedere sono ancora tantissime. Perciò saliamo a bordo e cominciamo!

Largo di Torre Argentina è una piazza di Roma posta nell’antica zona di Campo Marzio in cui si trovano quattro templi romani risalenti all’età della Repubblica. Il nome della piazza si riferisce alla Torre Argentina (oggi non più visibile essendo stata parzialmente demolita nel 1800 durante la realizzazione del Teatro Argentina. ), chiamata così da Johannes Burckardt che dal 1483 fu maestro di cerimonie di ben cinque papi (Sisto IV, Innocenzo VIII, Alessandro VI Borgia, Pio III e Giulio II). Un importante sito archeologico che pur essendo fra i più antichi dell’Urbe sembra essere quasi invisibile se non fosse per i suoi abitanti: i gatti della storica colonia felina della Capitale che qui da tempo immemore hanno trovato casa. Qui Giulio Cesare venne assassinato alle spalle del Tempio Rotondo, dove si recó il mattino del 15 marzo del 44 a.C., arrivò a piedi percorrendo l’attuale via Arenula, e poi fu colpito da Bruto e Cassio».

Facciata della chiesa di S. Andrea della Valle

Prima di svoltare su corso Rinascimento facciamo in tempo a dare uno sguardo alla bella chiesa di S. Andrea della Valle. Nel 1582 la nobile Costanza Piccolomini d’Aragona donò un turrito edificio di proprietà dei suoi avi ai Chierici Regolari di S.Gaetano da Thiene: dall’unione di questo edificio con le antiche chiesette di S.Sebastiano e di S.Ludovico nacque la grande chiesa di “S.Andrea apostolo“, protettore di Amalfi, in onore del titolo feudale della famiglia Piccolomini. L’appellativo “della Valle” deriva dalla presenza delle antistanti proprietà della famiglia della Valle. La chiesa, iniziata nel 1591 da Francesco Grimaldi e Giacomo Della Porta fu terminata da Carlo Maderno. Proseguendo lungo corso rinascimento, sulla destra, trovate un grande portone quasi sempre aperto. E’ il portone del Palazzo della Sapienza, la più antica università di Roma: nel 1497 papa Alessandro VI Borgia diede infatti inizio alla costruzione dell’edificio che avrebbe ospitato le differenti schole dell’università romana, riunendo così in un’unica sede lo Studium Urbis, denominato anche “Sapienza”. Nel bel cortile si trova la chiesa dedicata a Sant’Ivo, patrono degli avvocati. La chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza è considerata il capolavoro architettonico di Francesco Borromini ed una delle opere Barocche più interessanti di Roma.

La chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza

Prima di imboccare il lungotevere Marzio e di arrivare al capolinea del nostro 87 vale la pena di menzionare il museo Mario Praz. È la casa dove ha vissuto lo studioso, saggista, anglicista Mario Praz, riempendola di opere d’arte ed altri oggetti di pregio per realizzare la sua casa ideale. Fu donata allo stato con l’impegno di lasciarla inalterata trasformandola in museo. E’ poco conosciuta dai più ma vale sicuramente la pena visitarla.

Accessibilità

Alla data del presente articolo l’area sacra di Torre Argentina è chiusa per lavori di restauro che dovrebbero concludersi entro il 2021. Il nuovo assetto dell’area prevede un accesso facilitato per visitatori con disabilità motorie e servizi igienici attrezzati. L’accesso alla chiesa di Sant’Andrea della Valle è difficoltoso, non essendo presente una rampa d’ingresso per le sedie a rotelle. Molto più semplice risulta accedere a Sant’Ivo alla Sapienza: l’ampio cortile è agevolmente percorribile anche da sedie a rotelle. Il museo Mario Praz è disposto su più piani raggiungibili tramite scale che possono non essere facili per tutti, quindi è meglio essere accompagnati in caso di difficoltà.

Un pensiero riguardo “Roma in autobus – terzo episodio

  1. Sono capitata per combinazione su questo terzo viaggio in autobus, e devo dire che ho trovato l’argomento molto interessante. sono passata centinaia e centinaia di volte da Torre Argentina in poi, ma non sapevo tante notizie tra quelle lette qui . E ringrazio l’autore per aver portato a conoscenza anche l’accessibilità o meno per i disabili. Molto, molto utile. Vado a leggere i primi due “viaggi”.

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