Enoturismo accessibile: ecco le “cantine senza barriere”

Enoturismo accessibile: ecco le “cantine senza barriere”

Sorseggiare un buon vino direttamente in cantina, circondati dai vigneti, dalla magia della natura. Visitare la sala di invecchiamento, le barrique, sentire l’odore delle botti e, magari, concedersi qualche bottiglia da stappare a casa. L’enoturismo, un settore in forte crescita a livello italiano ma non solo, abbatte le barriere e si apre anche alle persone con disabilità. Lo fa grazie all’impegno di molte aziende vitivinicole che credono nell’importanza di offrire una qualità esclusiva e che si impegnano per l’accessibilità. In Italia sono riunite nell’associazione “Cantine senza barriere”, nata nel 2015 con l’obiettivo di coinvolgere, sensibilizzare, formare più viticoltori possibile. E ci sta riuscendo: il numero di aderenti è sempre in crescita. L’associazione le aiuta a capire dove e come intervenire, le guida mettendo a disposizione dei professionisti e alla fine le certifica, grazie alla partnership con un’agenzia di certificazione nazionale, attribuendo loro un livello di accessibilità.

Il progetto è nato in Veneto da un’idea di tre soci che lavoravano nel campo della disabilità e della vinificazione, e che pensavano semplicemente che l’enogastronomia in Italia avesse una grande potenza attrattiva e che quindi valeva la pena rendere accessibili a tutti le realtà normalmente fruite solo dalle persone normodotate. Dal Veneto, dove la realtà vitivinicola è predominante e in forte espansione, l’iniziativa si sta estendendo via via nel resto del paese a cominciare dalle zone a più forte vocazione vitivinicola.

A Trento la cantina “Mori Colli Zugna” la logica dell’accessibilità l’ha sposata da tempo, da quando ha approfittato di una ristrutturazione, nel 2001, per una vera e propria svolta. E ci crede ancora: non a caso è una delle prime cantine a essere entrate nell’associazione. Si è dotata di percorsi per clienti disabili e i suoi spazi sono totalmente visitabili. La Mori Colli Zugna ha fatto una scelta etica che però ha pagato anche dal punto di vista economico. Dotarsi di cartelli in cui si identifica il percorso, curare l’aspetto acustico dell’ambiente, prevedere quadri sinottici, indicare adeguatamente i parcheggi per disabili, introdurre delle rampe: questi ed altri accorgimenti fanno sì che chiunque possa muoversi liberamente in cantina”.

A Treviso, per la precisione a Vidor di Valdobbiadene, in piena terra di Prosecco, anche l’azienda La Tordera da tempo investe sull’accessibilità. Anche qui una massiccia ristrutturazione ha abbattuto ogni tipo di barriera, e i nuovi progetti di ampliamento prevedono anche un ascensore. L’idea è che la struttura sia fruibile da tutti proprio perché la caratteristica di un’azienda vinicola è quella di aprirsi agli utenti, di mostrarsi e accogliere, anche nei locali di produzione”. Anche per “La Tordera” una scelta etica, dunque, ma che dimostra tutto il suo valore dal punto di vista del business. Non sono pochi i visitatori, anche stranieri, che hanno conosciuto l’azienda per la sua attenzione alle tematiche dell’accessibilità.

Ad oggi sono quasi 100 le cantine che aderiscono al progetto. Per conoscerle e magari farci un salto per concedervi qualche ottimo assaggio, potete visitare il sito di cantine senza barriere qui. Buona degustazione amici!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *