Assaggiare il lardo che nasce dal marmo delle Alpi Apuane (Massa Carrara)

Assaggiare il lardo che nasce dal marmo delle Alpi Apuane (Massa Carrara)

Le Alpi Apuane affacciate sul Mar Tirreno sono famose perchè di qui passò Michelangelo alla ricerca di pregiati marmi per le sue sculture. Marmi che vengono strappati alle montagna da generazioni di cavatori e che sono utilizzati anche per la stagionatura del buonissimo lardo di Colonnata. Il modo più interessante e spettacolare di scoprire il mondo dei marmi è quello di uscire dalla città e raggiungere le cave dei bacini marmiferi di Colonnata e di Fantiscritti, passando sui Ponti di Vara e all’interno delle suggestive gallerie scavate nella roccia.

Le cave, solitamente a cielo aperto, offrono uno spettacolo unico. Per motivi di sicurezza non è consentito l’ingresso ma sostando in alcuni punti panoramici si possono ammirare gli enormi ravaneti (accumuli di detriti di marmo) e farsi un’idea delle diverse fasi di lavorazione. La cava 177 fa uno strappo alla regola e, pur essendo tutt’ora in lavorazione, offre al turista l’opportunità di visitarla, per ammirare i cavatori carrarini intenti nel loro lavoro a spaccare roccia bianca.

Il marmo però, non è solo un materiale utilizzato in edilizia. Anche il famoso lardo di Colonnata deve il suo particolare sapore a questa pietra bianca. La ricetta tradizionale, infatti, prevede una stagionatura di almeno sei mesi, con una miscela di spezie, in conche di marmo aventi la caratteristica forma a vasca.

Nel centro di Colonnata si trova il suggestivo Monumento al Cavatore: due blocchi di marmi sui quali sono scolpite le diverse tecniche di estrazione utilizzata nei secoli. Nella piazza principale c’è invece una targa con la sola lettera A, per ricordare ai visitatori che qui siamo in terra di Anarchia. Nella vicina località di Campo Cecina, in uno dei luoghi più suggestivi e panoramici delle Alpi Apuane, si visita la Cava dei Poeti di Morlungo, sulle cui pareti sono scolpite frasi di uomini illustri e famosi poeti.

Colonnata – Monumento al Cavatore

A Frantiscritti si trova il museo all’aperto di Walter Danesi, un vecchio cavatore, che ha pazientemente ricostruito tutta la storia dell’escavazione, dai Romani fino ad oggi.

Lasciando il mondo del marmo possiamo passare alla visita di alcuni numerosi castelli della zona partendo da Fosdinovo, antico borgo medievale che appare improvvisamente in mezzo alle montagne, raccolto attorno all’imponente Castello Malaspina. Il maniero, uno dei più belli della Lunigiana, conserva il suo antico splendore ed è quasi completamente visitabile. Leggenda vuole che nelle notti di luna piena, i fantasmi di un paio di damigelle si aggirino per i camminamenti merlati, scomparendo improvvisamente attraverso i muri.

Proseguendo verso nord si sfiora il borgo murato di Caprigliola dove si scorge la Fortezza di Aulla e si raggiunge Fivizzano, considerata la Firenze della Lunigiana. Un borgo elegante, abbellito da numerose opere d’arte e da tanti palazzi signorili, come Palazzo Fantoni che oggi ospita il Museo della Stampa. Oltre le mura del centro abitato si incontra il borgo di Verrucola, dominato dall’omonimo Castello. Il viaggio si conclude con una passeggiata nel centro di Pontremoli e con una visita al Museo delle Statue Stele che, allestito all’interno del Castello del Piagnaro, raccoglie, in originale o in copia, tutte le statue-stele della Lunigiana: singolari strutture antropomorfe, maschili e femminili, in pietra arenaria, innalzate dalle antiche popolazioni che hanno abitato la valle nei due Millenni prima dell’arrivo dei Romani.

Info: ATP Massa Carrara tel. 0585240063 www.turismomassacarrara.it

Castello del Piagnaro

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