A Venezia i fiamminghi nella casa del doge

A Venezia i fiamminghi nella casa del doge

Non aspettatevi una casa arredata, mobili, quadri, letti, divani, perché il Doge una volta eletto arrivava con tutto quel che gli serviva. E quando smetteva la carica si riportava via tutto. Ci stavano anche stretti i dogi in quelle tutto sommato poche stanze, perché di solito erano abituati ai loro palazzi sui canali più prestigiosi di Venezia, essendo tutti o quasi nobili. La casa del Doge. Insomma sei dentro una storia straordinaria, durata mille e cento anni. E già questo potrebbe bastare. 

Questa casa dalla storia magnifica, dal 5 settembre e fino al 19 marzo, viene ulteriormente impreziosita da opere di Tiziano, Rubens, van Dyck, Michiel Sweerts e altre, prestate eccezionalmente, dal Museo Reale di Belle Arti e dalla Casa di Rubens di Anversa. Poi pezzi appartenenti alla National Gallery di Londra, al Rijksmuseum di Amsterdam, al Musée National d’Histoire de l’Art del Lussemburgo. Altri appartenenti a collezioni private, altri esposti al pubblico per la prima volta. Insomma per vedere queste opere, e non tutte, avremmo dovuto fare un piccolo giro d’Europa, e invece sono tutte qui. La mostra “Da Tiziano a Rubens Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe” ha richiesto un lavoro di preparazione molto complesso che ha coinvolto fra gli altri: la Fondazione Musei di Venezia, la città di Anversa, VisitFlanders e la Flemish Community.

Dieci sezioni tematiche, 80 tra dipinti, disegni, sculture e il ritorno a casa di tre opere che da tempo non si vedevano in Italia. “Jacopo Pesaro presentato a San Pietro da papa Alessandro VI” di Tiziano che di solito si trova nel Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa. Poi il cosiddetto “Tintoretto di David Bowie, vale a dire “L’annunciazione del martirio di Santa Caterina di Alessandria” del Tintoretto appunto che il celebre musicista inglese aggiunse alla sua collezione di 400 capolavori. E il “Ritratto di gentildonna con figlia” di Tiziano che ritrae l’amante del pittore, Mila, e la figlia Emilia. Era così legato all’opera, Tiziano, che l’aveva conservata nel suo studio fino alla morte. Ma l’immagine era nascosta, solo un restauro nel 2003 ha fatto emergere le figure.

Il biglietto dei Musei di piazza San Marco con cui si visita la mostra, consente anche l’accesso al Museo Correr, anche questo prezioso, con opere del Rinascimento italiano influenzate dall’arte fiamminga. E ovviamente avete l’occasione per scoprire, o riscoprire, la magnificenza della storia di Venezia raccontata dal Palazzo Ducale, vero simbolo della grandezza della Repubblica.

La mostra è aperta dalle 8.30 alle 19. Se non volete fare troppe file potete acquistare il Venice Museum Pass, anche online qui. Detto questo non ci resta che augurarvi una bellissima visita a Venezia e buon viaggio!

Accessibilità

L’ingresso per il pubblico avviene dalla Porta del Frumento sulla facciata prospiciente il molo, che presenta un gradino di 15 cm, tuttavia, in alternativa, si può accedere anche dalla Porta della Carta accanto alla Basilica, da cui è possibile entrare nel cortile interno con la monumentale Scala dei Giganti. Al piano terra ci sono i servizi igienici accessibili e la caffetteria. Il primo ed il secondo piano, con le fastose Sale Istituzionali e l’Appartamento del Doge dove è allestita la mostra, sono resi accessibili da un ascensore. Non sono accessibili invece gli Itinerari segreti, l’Armeria e le Prigioni.

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