Trattorie e vicoli di Trastevere

Trattorie e vicoli di Trastevere

Tutta la riva destra del Tevere, inclusa l’isola tiberina, rimase esterna alla città (alla quale era collegata da un unico ponte di legno) fino all’età augustea e solo nel III secolo fu inglobata all’interno della cinta muraria costruita dall’Imperatore Aureliano.

Iniziò così a popolarsi soprattutto di piccoli commercianti, artigiani, marinai, pescatori ed altri lavoratori legati alle attività economiche vicine.

In breve tempo presero casa nel quartiere, vasai, artigiani del cuoio e dell’avorio, ebanisti, mugnai dei mulini ad acqua sulle pendici del Gianicolo, facchini di numerosi magazzini del porto fluviale, fornaciai delle fabbriche di laterizi.

Grazie a questo suo isolamento e all’ambiente culturale che lo caratterizzava (si stabilirono qui numerosi immigrati medio orientali, soprattutto siriani ed ebrei) Trastevere ha avuto sempre una popolazione a se stante, con forti tradizioni popolari: i cosidetti trasteverini.

Intorno a Via della Lungaretta, Via della Scala, Via del Moro, Via San Francesco a Ripa e Piazza Santa Maria in Trastevere, si trova la parte più antica del rione: un dedalo di vicoli e piazzette in gran parte occupate dai tavoli di trattorie più o meno genuine.

La Basilica di Santa Maria in Trastevere è una delle più antiche di Roma, risale al III secolo d.C. e fu la prima dedicata alla Madonna.

La Basilica di Santa Cecilia, altra famosa Chiesa del rione, ospita la statua della Santa scolpita da Stefano Maderno e in San Francesco a Ripa potete ammirare una celebre opera del Bernini: L’estasi della Beata Ludovica Albertoni.

 

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