Chi, d’estate, è abituato a entrare in mare senza difficoltà per fare un bagno difficilmente si sofferma a pensarci, ma per una persona con disabilità motoria arrivare fino all’acqua può trasformarsi in un’impresa complicata, quando non del tutto impossibile senza l’aiuto di qualcuno. Sabbia che affonda sotto le ruote di una carrozzina, dislivelli, l’assenza di un punto di appoggio stabile: sono ostacoli che, ancora oggi, escludono molte persone dal semplice piacere di tuffarsi in mare da sole. Il Seatrac nasce proprio per abbattere questa barriera, e negli ultimi anni sta diventando sempre più presente anche sulle coste italiane.
Cos’è, in parole semplici
Il Seatrac è un dispositivo che accompagna la persona dalla spiaggia fino in acqua, in totale autonomia e senza bisogno di un accompagnatore. L’idea è tanto semplice quanto efficace: una rotaia (in genere in acciaio inox, per resistere alla salsedine) collega la riva al mare, e su di essa scorre una poltroncina imbottita ed ergonomica dove la persona si accomoda partendo dalla propria carrozzina. Con un telecomando a due soli pulsanti — uno per andare verso il mare, l’altro per tornare a riva — l’utente decide da sé quando entrare in acqua, quanto restarci e quando uscire. Non serve nessuna competenza tecnica: il funzionamento è pensato per essere immediato, sicuro e utilizzabile anche da persone anziane, donne in gravidanza o chiunque abbia una mobilità ridotta, non necessariamente una disabilità permanente.

Da dove viene: la storia del progetto
Il Seatrac nasce in Grecia, frutto del lavoro di TOBEA, azienda fondata nel 2012 come spin-off dell’Università di Patrasso. Dietro il progetto ci sono il professor Vassilis Kostopoulos e Gerasimos Fessian, all’epoca vice-prefetto della Prefettura di Acaia, che individuarono la prima location utile per sperimentare il dispositivo. La prima installazione vera e propria risale al 2020, ad Alimos, sulla riviera di Atene, dove oggi il Seatrac è utilizzato quotidianamente da moltissime persone.
Da lì il progetto è cresciuto rapidamente: solo in Grecia sono state coinvolte quasi 150 spiagge sulle circa 287 del programma “Spiagge accessibili”, e oggi il sistema conta oltre 500 installazioni complessive tra Grecia, Italia e Cipro, con un’espansione che ha raggiunto anche gli Stati Uniti.
Come funziona
Al di là della semplicità d’uso, dietro il Seatrac c’è un piccolo capolavoro di ingegneria pensato per il contesto marino:
🔹 Alimentazione solare: Il sistema è completamente autonomo dal punto di rete elettrica: un impianto fotovoltaico lo alimenta e garantisce fino a tre giorni di autonomia anche senza sole diretto, azzerando i rischi legati all’elettricità in un ambiente umido e salino.
🔹 Si adatta alla marea: Nelle versioni pensate per zone con forti escursioni di marea, la rotaia si allunga o si ritrae automaticamente seguendo il livello dell’acqua, così l’ultimo tratto della corsa è sempre nel punto giusto per la discesa.
🔹 Velocità e sicurezza normate: Il movimento della poltroncina è di 0,15 metri al secondo, una velocità stabilita dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE per garantire la massima sicurezza. In caso il telecomando non risponda, esiste anche una manovra manuale di emergenza.
🔹 Docce e accessori dedicati: Su alcune installazioni è presente una doccia posizionata direttamente sul Seatrac, per sciacquarsi dall’acqua salata senza dover bagnare la propria carrozzina, oltre a passerelle in legno impregnato che collegano l’arenile al dispositivo, larghe abbastanza da permettere il passaggio contemporaneo in due direzioni.
🔹 Telediagnostica e manutenzione: Il sistema si autodiagnostica da remoto, così eventuali guasti vengono segnalati e risolti rapidamente, evitando lunghe chiusure durante la stagione balneare. Un allarme luminoso notturno scoraggia inoltre gli atti di vandalismo.
🔹 Non permanente: Una delle caratteristiche più apprezzate dalle amministrazioni comunali è che il Seatrac non richiede opere fisse: si monta in pochi minuti (o poche ore, a seconda del modello) e a fine stagione si smonta e si stocca in appena tre metri quadri, senza alterare in modo permanente l’arenile.
Le due versioni principali
Sul mercato esistono oggi sostanzialmente due varianti del sistema:
- Seatrac fisso: la versione classica, con binario installato in modo stabile sulla costa: ideale dove serve la massima continuità di accesso per tutta la stagione.
- Seatrac Mover: la versione con binario rimovibile, pensata per la massima flessibilità stagionale e per le strutture che vogliono installare e togliere il dispositivo più agevolmente.

Come si acquista e chi lo installa
Il Seatrac non è un prodotto che si compra “a scaffale”: ogni spiaggia ha caratteristiche diverse (pendenza, tipo di fondale, escursione di marea, lunghezza dell’arenile), quindi TOBEA e i suoi distributori valutano caso per caso la soluzione più adatta prima di fare un preventivo. Nella pratica, il percorso è questo:
- Contatto diretto con TOBEA (info@tobea.gr) o con uno dei distributori ufficiali nel proprio Paese — in Italia, ad esempio, sono attivi partner regionali come Amir Ascensori o Soluzioni X Scale (quest’ultima per la Sicilia).
- Sopralluogo e progettazione su misura, per definire quale versione (fissa o Mover) si adatta meglio alla spiaggia in questione ed eventuali accessori (passerella, doccia, spogliatoio accessibile).
- Formazione all’installazione: chi acquista il dispositivo riceve poche ore di formazione per imparare a montarlo autonomamente a inizio stagione; anche lo smontaggio richiede circa due ore.
- Assistenza continuativa, grazie alla telediagnostica da remoto e al supporto tecnico dei distributori locali.
A livello di enti pubblici, non è raro che l’installazione nasca da progetti finanziati da Comuni, in collaborazione con associazioni del territorio o attraverso bandi dedicati all’accessibilità turistica: è il caso, ad esempio, del progetto “Il mare è per tutti”, partito in via sperimentale ad Agropoli, o della spiaggia inclusiva “Tutti al mare” di Latina, dove il Seatrac è stato attivato nell’estate 2026 insieme ad altri servizi come sedie Job per la balneazione assistita e servizi igienici accessibili.
Dove si trova in Italia
Negli ultimi anni le installazioni italiane sono cresciute costantemente, e non riguardano solo il mare: il sistema è pensato anche per i laghi, come dimostra l’installazione sul Lago Maggiore, a Verbania, sulla Spiaggia dei Tre Ponti. Tra le altre località che si sono dotate del dispositivo figurano Agropoli, Latina e diverse spiagge lungo la costa adriatica e tirrenica, spesso segnalate e mappate dalla comunità di persone con disabilità attraverso gruppi e portali dedicati al turismo accessibile. Un mappa delle installazioni di SEATRAC è consultabile su questa pagina.
Perché è importante
Al di là della tecnologia, ciò che rende il Seatrac un progetto significativo è il concetto che porta con sé: l’autonomia non è un dettaglio, è un diritto. Poter scegliere da sé quando entrare in acqua, senza dover chiedere aiuto, restituisce dignità e libertà in un gesto che per molti è scontato. È esattamente il tipo di intervento che, pur semplice nell’idea, riesce a cambiare concretamente la vita delle persone e che rende una spiaggia davvero di tutti.
Fonti: TOBEA, Comune di Latina, greenMe, Mondo Balneare, Osservatorio Malattie Rare, Travel with WheelTribe.







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