
C’è una domanda che apre il cuore di questo libro, diretta e senza fronzoli: “La tecnologia domotica e l’intelligenza artificiale possono sostituire la vista?” La risposta è no, ovviamente. Ma la domanda che segue è quella che conta davvero: “Possono però aiutare ciechi e ipovedenti a vivere nella loro casa in totale autonomia e sicurezza? Sì. Ma in che modo?”
Da queste poche righe prende il via La Casa del Presente, la nuova pubblicazione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), firmata da Marino Attini e Rocco Clementelli, due voci autorevoli nel campo della tecnologia accessibile. Un libro che non vuole essere un catalogo di gadget né un’ode alla tecnologia fine a se stessa, ma qualcosa di più e di meglio: una guida umana, critica e concreta, per orientarsi in un mondo che cambia più velocemente di quanto riusciamo ad assorbire.
Una casa stanza per stanza
Il libro si costruisce come un vero e proprio percorso domestico. In 21 capitoli, gli autori accompagnano il lettore attraverso ogni angolo dell’abitazione, dalla porta d’ingresso alla cucina, dallo studio al bagno, dalla camera da letto al garage, esplorando per ciascuno le soluzioni domotiche disponibili, i loro punti di forza, e soprattutto le loro reali possibilità di utilizzo per chi ha una disabilità visiva. Non è una lettura astratta. Si parla di videocitofoni con comandi gestuali e vocali, di elettrodomestici connessi gestibili via smartphone, di assistenti vocali come Alexa e Google, di sistemi di controllo delle luci, delle serrature, del riscaldamento. Tecnologie già presenti nelle nostre case o a portata di mano nei negozi, che però non sempre nascono con un’attenzione reale all’accessibilità.
Ed è qui che il libro non si risparmia: accanto alle soluzioni che funzionano, gli autori segnalano con onestà le lacune, i prodotti che promettono e deludono, le app che “dovrebbero” essere accessibili ma non lo sono. Una lettura che fa bene anche a chi non ha disabilità visive, perché mette a fuoco un problema di sistema: la tecnologia avanza, ma troppo spesso dimentica una parte degli utenti per strada.
Non solo recensioni: una visione
Quello che distingue La Casa del Presente da un semplice manuale tecnico è la prospettiva più ampia in cui si inserisce. Gli autori ricordano che stiamo vivendo in una transizione storica: dagli oggetti con manopole fisiche, intuitive e tattili, ai display touch che escludono di fatto chi non vede. Una regressione mascherata da progresso. Per rispondere a questa sfida, la UICI ha fondato nel 2017 l’INVAT (Istituto Nazionale per la Valutazione e la Validazione delle Tecnologie), che dialoga direttamente con le aziende e promuove standard di accessibilità. Il libro racconta anche il lavoro al Tavolo UNI per le linee guida sull’accessibilità degli elettrodomestici: un risultato concreto, costruito pazientemente con università, aziende e istituti specializzati.
Le conclusioni del volume non parlano di intelligenza artificiale, come ci si potrebbe aspettare, ma di qualcosa di più profondo: l’Innovazione Responsabile. Una tecnologia progettata non solo per il mercato, ma per le persone. Con una citazione di Churchill che vale la pena rileggere: “Noi progettiamo i nostri spazi abitativi, e poi le nostre abitazioni a loro volta modellano noi.”
A chi è rivolto
A chiunque abbia una disabilità visiva o conosca qualcuno che ce l’ha, questo libro offre una mappa chiara e aggiornata delle opportunità reali oggi disponibili. Ma è una lettura utile anche per famiglie, tecnici, educatori, e per chiunque voglia capire come la domotica possa essere davvero inclusiva nella pratica quotidiana. La Casa del Presente è scaricabile gratuitamente in formato pdf dal sito della UICI ed è il seguito ideale de La Città del Presente, precedente pubblicazione dello stesso gruppo di lavoro dedicata agli spazi urbani accessibili.
Marino Attini e Rocco Clementelli, “La Casa del Presente — Una casa Domotica per tutti e anche per le persone cieche e ipovedenti”, UICI / INVAT, 2025.







One response
Non sono molto tecnologica, ma penso che questa casa domotica sia un grande ed importantissimo passo avanti in aiuto a persone disabili. Mi sembra proprio una rivoluzione che ci potrà aiutare. Grazieeee