Un ketch in legno del 1971, nato per i signori del mare e oggi aperto a chi naviga in carrozzina: la storia di Cadamà e come salire a bordo.

Una signora del mare nata nel 1971

Cadamà è un ketch Marconi di 22 metri, largo poco più di cinque. Fu costruita nel 1971 nei cantieri Beconcini di La Spezia su progetto dello studio di Laurent Giles, uno dei nomi più rispettati dell’architettura navale. A volerla fu Albino Buticchi, petroliere spezzino che di lì a poco sarebbe diventato presidente del Milan. Il disegno chiedeva uno scafo veloce e marino, con linee basse e una grande cabina a poppa. Il risultato è una barca dalla prua slanciata, costruita con legni pregiati: mogano per la carena, iroko per le parti fuori dall’acqua, teak per il ponte. Una barca che al molo fa voltare la testa, e che per la sua età e il suo disegno partecipa ancora alle regate della categoria classici.

Come è diventata una barca senza barriere

La seconda vita di Cadamà comincia nel 2014, con Andrea Brigatti. Qualche anno prima un incidente lo aveva reso paraplegico. Due estati dopo, aveva affrontato comunque una crociera di tre settimane nel Dodecaneso, su una barca di diciassette metri non pensata per lui. Era partito con le sue attrezzature e la sua ostinazione, ma in pochi giorni si era accorto di quello che gli pesava davvero: non la fatica, bensì il sentirsi inutile, un passeggero che non poteva contribuire alla conduzione della barca. Da quell’esperienza è nata un’idea precisa: una barca dove le persone con disabilità, e in particolare con paraplegia, possano partecipare alla navigazione stando alle manovre e al timone, anche per crociere di più giorni. Non una barca semplicemente visitabile, ma una barca da vivere.

Nell’inverno del 2014 Brigatti ha visto Cadamà. Gli spazi interni erano generosi, abbastanza da far girare le carrozzine, e il resto lo ha fatto la passione per le barche in legno. I lavori sono andati avanti per anni, per tentativi e correzioni, adattandosi alla vita a bordo giorno dopo giorno e senza mai tradire l’estetica e lo spirito originali della barca. Ancora oggi il progetto non si considera concluso.

Come funziona a bordo

Dall’esterno si nota pochissimo, ed è proprio questo il bello. Gli interventi sono stati però numerosi.

Salire a bordo. Si sale con una passerella in carbonio, larga e con i bordi rialzati per contenere le ruote anteriori della carrozzina, agganciata alla poppa. All’arrivo il pavimento è a quota zero e il pozzetto, quando ci sono carrozzine a bordo, viene chiuso e portato allo stesso livello del ponte. Una rampa supera il dislivello fino alla zona del boccaporto.

Scendere sottocoperta. Una piattaforma montascale porta dal boccaporto al quadrato, l’ampio salone dove si fa colazione e si mangia insieme. Un secondo montascale a pantografo conduce alla cabina principale, con il suo bagno accessibile. Le porte sono state allargate e le soglie eliminate. A bordo sono disponibili anche una comoda sedia per la doccia e il wc, e un alzatavoletta.

Navigare da protagonisti. Durante la navigazione si usano sedute a guscio con cinture di sicurezza a più punti e ruote a scomparsa, che permettono di spostarsi in sicurezza tra le postazioni. Piccoli paranchi fissano il guscio e chi lo occupa, che così può lavorare ai winch o al timone senza la carrozzina. Chi preferisce restare sulla propria sedia ha due postazioni dove assicurarla, una sulla prima tuga e una nel pozzetto, accanto al timone. Da pochi anni i winch manuali sono stati sostituiti da winch elettrici, e il rollafiocco si governa senza bisogno di molta forza nelle braccia. In navigazione la barca può ospitare fino a quattro persone in carrozzina.

Il bagno in mare. Quando si getta l’ancora, il pozzetto può restare a quota zero oppure alzarsi a formare un tavolo per l’aperitivo e la cena. Per tuffarsi c’è una seduta omologata, fissata al boma di mezzana, che scende fino all’acqua: si aziona da soli oppure con l’aiuto dell’equipaggio, a seconda di quello che si preferisce. Chi cammina ma trova scomoda la scaletta può usare una scala reale, montata sulla fiancata di dritta.

Tutto certificato. I dispositivi per l’accessibilità a bordo sono certificati CE.

Non solo charter: regate e scuola di vela

Cadamà non è soltanto una barca da noleggio. Naviga con equipaggi misti, di persone in carrozzina e non, ed è presente a regate ed eventi di barche d’epoca. Nel 2018 ha partecipato alla Barcolana di Trieste, e nel 2019 era tra le barche del raduno Vele Storiche di Viareggio. Nel 2021, per i suoi cinquant’anni, ha avviato “Altura Senza Barriere”, presentato come il primo corso di vela d’altura per persone con disabilità su un maxi yacht classico in legno, con istruttori della Federazione Italiana Vela. Viene proposta anche come esperienza di team building per le aziende.

Dove naviga e come si noleggia

Cadamà passa l’inverno a Riva di Traiano, vicino a Civitavecchia e a circa un’ora da Roma. D’estate naviga nel nordest della Sardegna, e da lì può spostarsi in tutto il Tirreno, fino al Golfo dei Poeti e alle Cinque Terre. Si noleggia da maggio a ottobre, con equipaggio, per una settimana, per un fine settimana o per una giornata. A bordo ci sono un comandante, un marinaio e una hostess. Gli ospiti, fino a sette, dormono nella cabina principale, con tre letti e bagno, e in due cabine con letti a castello e bagno in comune. Tra le comodità ci sono aria condizionata, wi-fi, un triplo tendalino per l’ombra, un tender, attrezzatura per lo snorkeling, SUP e attrezzatura da pesca.

Per salire a bordo dovete richiedere un preventivo personalizzato in base alle vostre esigenze, Cadamà non ha tariffe fisse. Per informazioni, disponibilità e prenotazioni si scrive direttamente all’indirizzo info@cadama.it, oppure si usa il modulo di contatto sul sito www.cadama.it.

Cose da sapere prima di partire

Gli interventi di accessibilità hanno dei limiti dichiarati con chiarezza dall’armatore. Le carrozzine manuali possono avere una larghezza massima di 67 centimetri. Le carrozzine elettriche non sono adatte per peso e dimensioni. Conviene quindi scrivere in anticipo, indicando il tipo di carrozzina e le proprie esigenze, per capire insieme come organizzare la vacanza.

Perché ne parliamo? A noi di Arcobalenoinviaggio Cadamà piace per un motivo semplice: non promette accessibilità in vetrina, ma partecipazione vera. Una persona in carrozzina non è accompagnata a bordo, ma può prendere il timone. Se la provate, raccontateci com’è andata.

One response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vuoi restare in contatto? Iscriviti per ricevere la newsletter e tutti gli aggiornamenti da Arcobalenoinviaggio.

Legenda
Ambiente accessibile a sedie a rotelle
Presenza di servizi per disabili
Ambiente accessibile a persone con disabilità motorie
Rampa di accesso per sedie a rotelle
Presenza di servizi per non vedenti o ipovedenti
Presenza di servizi per non udenti o ipoudenti
Seguici su Facebook
Loading...

Guardaci su Youtube

Categorie