Noi di Arcobalenoinviaggio.it ci occupiamo ormai da anni di accessibilità ai disabili e abbattimento delle barriere architettoniche, segnalando quando ne troviamo, le situazioni virtuose così come quelle che al contrario meriterebbero un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni e un deciso cambio di paradigma culturale nel modo in cui vengono affrontate. Con l’inizio del nuovo anno scolastico abbiamo voluto dare uno sguardo anche noi, che dalla scuola siamo usciti (purtroppo) da diversi anni. Com’è cambiata, se è cambiata, la situazione rispetto a qualche anno fa?

Non quanto ci si sarebbe aspettato. Il diritto a una piena accessibilità agli edifici scolastici da parte degli alunni con disabilità motoria o sensoriale è un diritto tutelato in Italia da diverse norme che, negli anni, hanno tentato di dare una soluzione al problema del superamento o abbattimento delle barriere architettoniche. Le scuole sono il luogo dell’apprendimento, della socializzazione ed è qui che si forma il carattere dei nostri ragazzi. Tutti hanno il diritto di frequentare la scuola che desiderano e non deve essere attuata una sorta di “selezione all’ingresso” per colpa di barriere architettoniche alle quali è ancora concesso di esistere.

La maggior parte degli edifici scolastici è molto vecchia ed è stata realizzata quando, purtroppo, non vi era alcuna attenzione per l’accessibilità. Considerando questa situazione sarebbe opportuno procedere con un generale ammodernamento di questi vecchi edifici, inserendo per esempio pedane per disabili, piattaforme elevatrici o montascale disabili.

La situazione delle scuole italiane: un po’ di dati

Per analizzare la situazione italiana ci rifacciamo a quanto rilevato dall’ISTAT alla fine del 2022. In generale, la situazione italiana non è affatto rosea. Solo una scuola su tre è accessibile agli studenti che presentano disabilità motorie. Analizzando le singole situazioni, ecco i dati che emergono relativamente l’anno scolastico 2021-2022:

  • Nord Italia: in nord Italia il 39,5% delle scuole è a norma e garantisce l’accessibilità ai suoi alunni. La regione con il più alto tasso di scuole accessibili è la Valle D’Aosta dove la percentuale si assesta sul 58,4%. Il fanalino di coda del nord Italia è la provincia autonoma di Bolzano dove solo il 19% delle scuole è a norma;
  • Sud Italia: va peggio nel sud Italia dove solo il 31,8% delle scuole risulta accessibile e inclusiva.

Parliamo di barriere architettoniche: quali sono le più diffuse nelle scuole italiane?

Come è facile immaginare, le barriere architettoniche più diffuse sono le rampe di scale, dislivelli che non vengono gestiti con ascensori o piattaforme elevatrici. Altri problemi sono la mancanza di servoscala disabili (montascale a piattaforma e montascale a poltroncina) e anche la mancanza di bagni adatti per i disabili e porte sufficientemente ampie. Le barriere sono anche tutto ciò che impedisce ad ambienti o interi edifici di essere perfettamente accessibili e inclusivi. Ecco quindi che in questo elenco in aggiunta alle limitazioni fisiche (scale, porte, bagni) rientrano le limitazioni sensoriali (cecità, ipovisione, sordità, ipoacusia e tanto altro), problemi che, purtroppo, vengono spesso ignorati.

Abbattere le barriere è possibile

Affinché una scuola risulti accessibile, è quindi necessario abbattere tutte le barriere esistenti, sia fisiche sia senso-percettive. Come farlo? Tutti gli alunni potrebbero vivere la scuola al massimo delle loro potenzialità se:

Ogni scuola avesse un percorso esterno che colleghi la viabilità pubblica all’accesso alla scuola
Esistessero rampe di accesso

– Ci fossero posti auto riservati per i genitori o per il personale scolastico
– Ogni scuola avesse dei laboratori di lingua LIS per alunni e insegnanti
– Esistesse almeno un servizio igienico accessibile (poco ma ci accontentiamo) agli studenti con ridotte o impedite capacità motorie
– Gli spazi così come le aule fossero pensati per accogliere ogni tipo di invalidità
– Le biblioteche e le librerie in classe fossero fornite di audiolibri e libri in braille
– Ogni (e sottolineiamo OGNI) edificio scolastico fosse dotato di ascensori e montascale funzionanti e spaziosi
– Fossero installati segnali acustici e visivi, indispensabili per alunni con disabilità visive e/o uditive
– Percorsi tattili e mappe a rilievo collegassero le aule tra loro e con gli spazi collettivi come palestre e laboratori

Ripensare gli spazi educativi risulta fondamentale affinché la disabilità smetta di essere vissuta e interpretata come un limite e si trasformi in opportunità di crescita e innovazione scolastica. Tutti, infatti, hanno il diritto di vivere la scuola al massimo, superando gli ostacoli e le barriere lungo il percorso.

Sarà l’anno buono per cominciare a ricostruire la scuola italiana? I nostri ragazzi attendono risposte!

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